Lettori fissi

martedì 15 maggio 2012

Nuovo sito per BE Edizioni

E' con tanto piacere che possiamo comunicarvi che da ora in poi potrete seguirci sul nostro nuovo sito internet, dove avremo anche la nostra sezione blog, un' area per le recensioni, il nostro negozio online con la possibilità di poter sfogliare i nostri libri direttamente sul vostro pc e tanto altro ancora!

Ecco il nuovo indirizzo: 

mercoledì 9 maggio 2012

L’interpretazione letterale di Genesi 1-2 e la difficoltà cosmologica


Il resto dell’esplosione della supernova SN 1987a
Secondo le statistiche, quasi metà degli americani (statunitensi) crede che l’età dell’universo sia compresa fra 6000 e 7000 anni, quella che si desume dalle genealogie bibliche se la settimana della creazione viene interpretata  nei termini di 7 giorni di 24 ore. A questi, secondo l’esperienza di chi scrive, si possono aggiungere anche un buon numero di credenti evangelici qui in Italia.
Eppure secondo molti studiosi, fra cui non pochi evangelici conservatori, non si farebbe violenza al testo di Genesi applicando un’interpretazione non letterale, per cui l’età del mondo potrebbe ascendere ai miliardi di anni richiesti dalla maggior parte degli scienziati.
L’interpretazione letterale di Genesi 1 e 2 incontra infatti, sul piano dell’esperienza e della logica, alcune difficoltà. Una delle più formidabili è quella cosmologica, che suona più o meno così: “se l’universo ha poche migliaia di anni di età, come ha fatto a raggiungerci la luce di galassie distanti milioni di anni-luce?”
Se infatti un anno luce è, per definizione, la distanza percorsa dalla luce in un anno, allora per percorrere un milione di anni luce sarebbe stato necessario un milione di anni, altro che 6000 o 7000!
Diverse possibili risposte sono state date a questa domanda, ma le più popolari fra gli studiosi creazionisti sono ben rappresentate da due personaggi che nel mondo evangelico sono molto noti, almeno oltre oceano: Il primo è John Whitcomb, oggi ottantottenne, per lungo tempo mente teologica della Creation Research Society e coautore, insieme a Henry M. Morris, del libro The Genesis Flood (1961), che ha dato nuova vita allo studio scientifico della geologia dal punto di vista creazionista. Il secondo è John F. MacArthur, che anche in Italia non ha quasi bisogno di presentazione, noto conduttore del programma radiofonico quotidiano Grace to you, autore o editore di più di 150 libri sui più disparati argomenti d’interesse teologico.
Di questi due autori sono disponibili in italiano due titoli, che si richiamano l’un l’altro anche nel titolo: “Origini” di J. C. Whitcomb, edito da Edizioni Casa Biblica, e “La battaglia per le origini” (sottotitolo “Creazione, evoluzione e la Bibbia”) di J. MacArthur, edito da Aurora Publishing.

La posizione di Whitcomb, espressa nel suo libro, è quella della cosiddetta “creazione con sostanziale età apparente” (p.34 e sgg.). In sintesi, per fare in modo che ogni creatura potesse da subito servire allo scopo voluto da Dio, ognuna avrebbe avuto inizialmente i segni apparenti di un’età che in realtà non aveva. Adamo ed Eva furono creati adulti, gli animali furono formati dalla polvere della terra nella loro forma matura, e anche le stelle più lontane sarebbero state create insieme alla luce in viaggio verso il pianeta Terra, una luce che essi non avevano mai prodotto, ma che era indispensabile perché esse potessero, fin dal primo giorno (dal quarto, in effetti), servire allo scopo di “raccontare la gloria di Dio” (Salmo 19:1).
Whitcomb prende come modello i miracoli di Gesù, che durante le nozze di Cana produsse un vino che aveva tracce apparenti d’invecchiamento, o che creo dal nulla pesci adulti durante la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Whitcomb sa bene che in questo modo apre la strada ad alcune interpretazioni estreme e piuttosto problematiche. L’autore stesso cita Philip Henry Gosse, un naturalista inglese dell’ottocento (e membro della fratellanza di Plymouth), che presumeva che Dio avesse creato Adamo con un ombelico, alberi provvisti di anelli che testimoniavano un passato inesistente, e montagne che racchiudevano fossili di animali che non erano mai vissuti, o addirittura di specie animali che non erano mai esistite. Whitcomb si smarca con grande cura da ogni apparentamento con queste interpretazioni estremistiche, precisando che “possiamo essere sicuri che Dio non ha creato un mondo pieno di chiare quanto inutili testimonianze di un passato storico mai avvenuto…” (p. 40). Ciò nonostante, parlando della galassia di Andromeda Whitcomb ribadisce “… essa si trova a due milioni di anni luce dalla terra… . Tuttavia i suoi raggi di luce furono creati da Dio già pervenuti sulla terra…. “ (p. 58).
Credo si possa dimostrare che la tesi dell’autore, ovvero una creazione che includeva la luce delle stelle in viaggio verso la terra, e che ciò nonostante non implicherebbe qualcosa di simile alla creazione dell’ombelico di Adamo, non è sostenibile sul piano dei fatti.
Alcune fra le galassie più vicine alla nostra sono le cosiddette Nubi di Magellano, due piccole nebulose di forma irregolare visibili nell’emisfero australe. Pur essendo relativamente vicine, la loro distanza ammonta pur sempre a 150.000 e 200.000 anni luce, il che implica che anche la loro luce, nell’ipotesi del libro “Origini”, dovrebbe essere stata creata già in viaggio verso la terra, durante il quarto giorno della creazione.
Non molti anni fa, nel 1987, nella Grande Nube di Magellano ebbe luogo un fenomeno relativamente raro nel cosmo: l’esplosione di una supernova. I telescopi dell’emisfero australe poterono seguire, per diversi mesi e in grande dettaglio, le fasi dell’attività parossistica di una stella, catalogata col nome di “Sanduleak -69° 202”, che fino a quel momento era stata invisibile ad occhio nudo, ma che di un tratto entrò in una fase di non equilibrio che si risolse in una immane esplosione, nell’espulsione di una gran parte della massa della stella e in un enorme, seppur temporaneo incremento della luminosità della stella.
Negli stessi giorni dell’esplosione della supernova “SN 1987a” gli strumenti registrarono anche un intenso flusso di neutrini, che vennero liberati dal nucleo della stella nel momento iniziale dell’esplosione.
Anche nella nostra galassia si sono dati casi simili. Astronomi cinesi e arabi, nel 1054, furono testimoni dell’esposione violentissima di una supernova i cui resti sono oggi osservabili nella costellazione del Toro: una nebulosa, chiamata Nebulosa del Granchio, composta dai gas espulsi dall’esplosione, e una piccola e densa stella di neutroni che rappresenta il residuo dell’esplosione stessa.
Ora il punto è questo: se è vero che Dio ha creato la luce delle nubi di Magellano in viaggio verso la terra, circa 6000 anni fa, allora significa che ha creato anche la luce di una stella, “Sanduleak -69° 202”, che non è mai esistita, insieme a quella di una esplosione che non è mai avvenuta, ed anche i neutrini che rappresentano la firma di una detonazione che non ha mai avuto luogo. Oggi, inoltre, dove una volta non c’era la stella Sanduleak -69° 202, sarebbe visibile una piccola nebulosa (vedi figura) che rappresenta ciò che non resta di un’esplosione inesistente.
In altre parole, sarebbe come se Dio avesse creato Adamo non solo con l’ombelico, ma anche con un album di fotografie di quando non era piccolo.
La posizione di Whitcomb può avere un’apparenza di coerenza solo per chi ignori che le stelle non sono luminari fissi e immutabili, ma astri soggetti ad una attività che può anche essere calma e costante, come quella del Sole, ma che talvolta è violenta, tumultuosa, irregolare. In quest’ultimo caso, la luce emessa dalle stelle rappresenta il filmato, impresso nello spazio vuoto, della loro esistenza passata.
Concordo senz’altro con Whitcomb che “possiamo essere sicuri che Dio non ha creato un mondo pieno di chiare quanto inutili testimonianze di un passato storico mai avvenuto…”(p. 40), ma questo esclude categoricamente che la “creazione con sostanziale età apparente” possa essere presa in considerazione come ipotesi sostenibile.

Se la posizione di Whitcomb, nella sua semplicità, risulta inconsistente, quella di MacArthur, più articolata, richiede uno studio più attento. Spero di poterne discutere in un prossimo intervento.

Stefano Lagomarsino*




*E' anziano della Chiesa Cristiana Biblica di Firenze dove svolge anche una regolare attività di predicazione e insegnamento. E' laureato in Fisica (indirizzo astrofisico), ed ha conseguito prima il dottorato di ricerca in Ingegneria dei Materiali, nel 2004, poi il dottorato di ricerca in Fisica nel 2011. E' sposato con Elsa ed insegna Matematica e Fisica nei licei.

sabato 5 maggio 2012

Michele Serveto


Roland H. Bainton, Vita e morte di Michele Serveto, introduzione di Adriano Prosperi, Fazi, Roma 2012 (tr. it. Hunted Heretic: The Life and Death of Michael Servetus 1511-1553, 3 ed. with updated bibliography, preface and afterword, 2011, 2 ed. 2005, 1 ed. 1953)

Nel mio post precedete del 28 aprile ti ho invitato a conoscere meglio Giovanni Calvino (1509-1564), uno dei maggiori teologi protestanti. In questo post parliamo invece di un avversario di Calvino.

Viva la Spagna!
Una volta qualcuno (non mi ricordo chi) disse che il XVI secolo fu fortemente influenzato da tre spagnoli: Juan de Valdés (che svolse un ministero importante a Napoli), Ignazio di Loyola (il fondatore dei gesuiti) e Michele Serveto.

Serveto fu un uomo brillante e misterioso. Tra le altre cose, il nostro Spagnolo fece delle osservazioni importanti sulla circolazione del sangue nei polmoni. Tuttavia, al di fuori di un cerchio limitato di specialisti della storia della medicina, pochi avrebbero saputo questa notizia. Infatti la ‘popolarità’ di Serveto, forse similmente a quella di Dietrich Boenhoffer (1906-1945), è sicuramente stata enormemente accresciuta a causa del modo in cui egli morì (ovviamente i due muoiono per motivi completamente differenti, ma questo non è il mio punto).

Il 27 ottobre 1553 Serveto fu arso vivo a Champel essendo stato condannato a tale destino dalla città di Ginevra. Giovanni Calvino fu il suo accusatore principale.

Tanto di cappello al Bainton
Il grande storico della Yale University (USA) Roland Bainton (1894-1984) pubblicò un saggio nel 1953 su Serveto in concomitanza con il quattrocentenario della morte di Serveto. Questo libro è stato pubblicato da poco in italiano con un’introduzione di Adriano Prosperi, l’illustre storico della Normale di Pisa. L’apporto di Prosperi è molto utile perché ci aggiorna sugli sviluppi negli studi ‘servetiani’ che si sono verificati negli ultimi decenni, facendo capire anche qualche punto nell’opera di Bainton in cui è necessario aggiustare il tiro. (Il libro contiene anche un breve capitolo biografico su Bainton scritto da Peter Hughes, un resoconto della morte di Serveto—Historia morti Serveti (1554), il resoconto in latino di Giuglielmo Farel (1489-1565) e, infine, una cronologia della vita di Serveto.)

Ciononostante, il saggio di Bainton rimane ancora molto solido (le competenze accademiche di Bainton sono quasi leggendarie) e ci permette di incontrare Serveto, presentatoci da uno studioso che serba per il biografato una profonda ammirazione. Infatti il ‘matrimonio’ tra Bainton e Serveto è molto riuscito. Bainton batté per tutta la sua vita accademica per la pace e per la libertà di coscienza (p. 182), al punto di essere stato indagato dall’FBI per sospette simpatie comuniste. E il grande studioso di Yale individuò nell’uccisione di Serveto una svolta nel movimento protestante, proprio sulla libertà di coscienza (p. 167). Anche se più persone approvarono tale uccisione (ovviamente tante erano invece contrarie), la morte di Serveto a Champel scosse non poche coscienze. Scuote anche la mia a distanza di quasi 460 anni.

Serveto aveva torto
Non mi piace la teologia di Serveto. Messa a confronto con l’ortodossia cristiana, Serveto è profondamente ereticale nel suo aver rifiutato la dottrina della divinità di Cristo e la natura trina di Dio (la trinità). Egli fu condannato a Ginevra su due capi d’accusa: l’anti-trinitarismo fu il primo. Badi bene che la cosa che diede così tanta noia a Ginevra fu che Serveto diffondesse tali dottrine per mezzo dei suoi libri. Dava noia anche ai cattolici, nelle cui grinfie Serveto era stato, ma poi da cui scappò.

Serveto aveva ragione
Quale era l’altra cosa per cui Serveto fu arso vivo? L’anti-pedobattesimo. In altri termini, Serveto fu contrario alla prassi del battesimo dei bambini. (Così, questo grande eretico ha comunque questo punto in comune con la stragrande maggioranza degli evangelici conservatori italiani; anche lui era un anabattista!) E tale rifiuto costituì uno dei due motivi per cui lo Spagnolo fu ammazzato. Nel XVI secolo i cosiddetti riformatori ‘magisteriali’ (a partire da Lutero, Zwingi e Calvino), pur essendosi sbarazzati di tante dottrine della Chiesa di Roma, avevano mantenuto il battesimo dei bambini (anche se gli attribuirono un senso meno sacramentale). I cattolici romani, come anche i protestanti Zwingli e Calvino, in particolare, vedevano tali ‘anabattisti’ come sovversivi.

Quale lezioni possiamo trarre?
A questo riguardo menziono due cose en passante. Primo: la problematica sotto i nostri occhi è uno dei motivi per cui è così importante studiare la storia degli anabattisti. Secondo, ci sono più evangelici conservatori che concordano tuttora con i riformatori magisteriali nel praticare il pedobattesimo, tra cui tanti studiosi da cui ho imparato e continuo a imparare molto. La morale? Come dico ai miei studenti e alle mie studentesse di teologia: la storia della chiesa è come la camera da letto dei nostri figli: ‘messy’, ‘disordinata’.

La maggior gloria di Dio
Calvino voleva difendere l’onore di Dio nell’approvare la sentenza di morte di Serveto. Tuttavia, così facendo, egli seguiva un ragionamento non tanto diverso da quello malvagio dell’Inquisizione. L’idea era quella di estirpare il contagio affinché non ne fossero contaminate altre persone. L’errore principale di Calvino, a mio avviso, si basa su due sbagli.

Due sbagli
Il primo era quello di trasferire un concetto veterotestamentario nell’epoca del Nuovo Testamento. Nell’Antico Patto la pena capitale era prevista in certi casi per scongiurare il contagio spirituale. Se non ci credi, fai una lettura lenta e profonda del racconto su Fineas in Deuteronomio 25:5-13, la cui azione viene fortemente ‘applaudita’ dal Signore. Ma le cose stavano così nell’Antico Patto perché il popolo di Dio viveva sotto una teocrazia, il governo di Dio. Di conseguenza, idealmente, la geografia (la terra) e la demografia (il popolo) di Israele erano uguali. In tale contesto—per l’ordine di Dio--non c’era, non ci doveva essere, e non ci poteva essere una divisione tra religione e stato. Lo stato dell’antico Israele era  volutamente e giustamente governato dalla legge (‘religiosa’) di Mosè.

Un cambiamento epocale
Nel Nuovo Patto invece non c’è alcun legame tra popolo e terra. La conversione non avviene in un movimento centri-peta (verso il centro), con le persone che vanno a Gerusalemme per convertirsi. Nel Nuovo Patto il movimento è invece centri-fuga (lontano dal centro), dove i discepoli vanno nelle nazioni per convertire chiunque crederà (Matteo 28:18-20). Il popolo dell’Antico Patto aveva una terra, quello del Nuovo, no. Perciò, è impossibile che ci sia una teocrazia nell’epoca cristiana. I cristiani (Nuovo Patto), a differenza di Israele (Antico Patto), vivono sempre in mezzo ai popoli non convertiti, e di conseguenze, ‘con-vivono’ (vivono insieme) con tanti non credenti (a questo riguardo cfr. la bellissima riflessione trovata nel periodo post-apostolico nella cosiddetta Lettera a Diogneto V, nei ‘Padri Apostolici’).

Chiesa e Stato devono rimanere separati
Questo era il secondo sbaglio di Calvino, quello di non riconoscere sufficientemente la separazione tra chiesa e stato. Infatti nel XVI secolo erano gli anabattisti i grandi promotori di tale concetto, non i riformatori magisteriali. Gli anabattisti ritenevano che una persona diventi credente quando crede, e che solo in quel momento possa chiedere il battesimo, come adulto. Tanti anabattisti credevano nella trinità; Serveto No. Tuttavia, Serveto era d’accordo con loro almeno nell’opposizione al pedobattesimo.

Biblicamente, la chiesa ha il diritto di far sì che l’eresia non entri nella chiesa. Vice versa, non ha alcuna chiamata a fare la ‘polizia religiosa’ al di fuori della chiesa. Ci sono pensatori riformati estremisti che seguono la cosiddetta ‘teonomia’ che vorrebbe qualcosa del genere. Questi ma fanno una gran paura anche perché sono sicuro che io sarei fra i primi che essi ‘giustizierebbero’!

Parlando del caso Serveto, si menziona spesso che Ginevra si mosse in piena conformità con le leggi di quell’epoca in cui il codice giustiniano prevedeva la pena capitale per le due accuse di Serveto. Inoltre, era comune in quell’epoca che le chiese si confondessero sulla questione di chiesa e stato; ovviamente gli anabattisti ne fanno eccezione. Dette queste cose, spero che io avrei dissentito dalla decisione di uccidere Serveto, se avessi fatto parte del corpo di pastori di Ginevra. Anche le città svizzere, d’accordo con Ginevra, fecero male ad approvare l’uccisione di Serveto. Non avrebbero potuto, per esempio, allontanare il ‘contagio’ per via dell’esilio?

Non mi piace la teologia di Serveto. Egli non mi aiuta a capire né la Bibbia né Cristo. Invece, mi piacciono tantissime componenti della teologia di Calvino. Molti punti dei suoi scritti e il suo straordinario ministero mi hanno aiutato a capire e continuano ad aiutarmi a capire tante cose su Dio. Sono profondamente rattristato per il coinvolgimento di Calvino e per la decisione di Ginevra di ammazzare l’eretico Michele Serveto.

Non perdiamo l’occasione di imparare qualcosa
Quali lezioni possiamo trarre dal caso Serveto? Diverse. Ma faccio presente solo una: come crist-iani siamo seguaci di Cristo. Solo lui deve essere il nostro Eroe con la ‘e’ maiuscola. Mai dobbiamo dare una lealtà completa in materia di fede ad un essere umano, che sia vivo o morto. Il Vangelo ci chiama a seguire Cristo, non qualche essere umano. Dobbiamo ‘seguire’ i leader cristiani solo nella misura in cui e nei punti in cui essi seguono Cristo (1 Corinzi 11:1)! Nel caso Serveto io non posso seguire il grande leader cristiano Giovanni Calvino.

Non tutti avranno né il tempo né la voglia di leggere il libro di Bainton su Serveto. Comunque sia, come tutti i libri di Bainton, lo si legge molto bene. Per quanto riguardo me, questo libro, l’ho divorato come un kebab; e lo consiglio calorosamente. Se io potessi imporne la lettura (ma sia Serveto che Bainton sarebbero fortemente contrari ad una tale imposizione!), lo farei a quelli che si auto-etichettano calvinisti. Chi segue ciecamente un uomo avrà una teologia cieca e deformata; è impossibile che le cose siano diverse.

Un’altra campana
Mi preme aggiungere che, anche se il racconto di Bainton mi sembra molto equilibrato, una campana differente è trovata nell’apposita sezione (intitolato appunto ‘il caso Serveto’) del cap. 6 di Alister McGrath: Giovanni Calvino. Il Riformatore e la sua influenza sulla cultura occidentale (Claudiana, Torino 2009 o un’edizione precedente).

mercoledì 2 maggio 2012

Salmo 1 feat. Giovanni Diodati- I Salmi di David recati in rime toscane

Beato l'uom che, dieto a la ria scorta
Del consiglio degli empi, orma non preme,
E nella via del ciel smarrita e torta,
Cò peccatori non si ferma insieme,
Nè de la turba schernitrice e siede,
Ne la profana e pestilente siede.
Ma 'l sol diletto, che gli stempra 'l core
In sacra gioia, è la Legge divina:
E la mente devota, a tutte l'ore,
Di notte e giorno, a meditarla inchina:
A penetrar ne l'alto sentimento,
E di pio zelo ad osservarla intento.
Quindi egli fie simil ad un frondoso
Arbor, che posto in su le fresche rive
D'acque correnti, s'erge posperoso:
Che'n sua stagion largheggia in frutti, e vive
Serba le foglie: e del rotato ciel
No teme il variar in caldo o gelo.
E così desso avran l'opre, e l'imprese,
Di venturoso fin bella corona.
Agli empi queste sien grazie contese,
Con che'l Signor i giusti guiderdona.
Anzi fuscel, che'l vento caccia e volve,
Rassembreran, e lieve pula, e polve.
E per ciò non avran d'alzar la fronte,
Nel giudizio final, cor, nè baldanza:
Nè d'apparir, di colpe carchi e d'onte,
Fra la beata giusta raunanza.
Che de' buoni il Signor la via gradisce:
Ma degli empi l'oprar con lor perisce.

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Lo sapevate che Giovanni Diodati oltre a tradurre la Bibbia in Italiano aveva messo in rima toscana i Salmi?
Ecco qua la sua raccolta dei Salmi in rima!
Perché in rima?
Perché era un modo per farli ricordare meglio alla gente. Le rime aiutano la memoria!
E perché leggerli noi ora?
Perché fanno parte della nostra bella eredità!
Forse alle volte possono suonare di non facile comprensione, ma vale la pena leggerli!
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sabato 28 aprile 2012

Giovanni Calvino


Giovanni Calvino (1509-1564) è uno dei maggiori teologi protestanti. Al livello mondiale, e dai tempi in cui egli era ancora in vita, Calvino è stato odiato da alcune persone e amato da altre persone. In Italia, negli anni recenti, assistiamo a un rinnovato interesse in Calvino e il duplice fenomeno dell’odio e dell’amore si sta ripetendo anche qui da noi. Tuttavia, ho l’impressione (potrei benissimo sbagliarmi) che diversi dei ‘tifosi’ italiani in questione (sia quelli ‘a favore’ che quelli ‘contro’) non conoscano tanto da vicino l’esegeta francese.

Questo post vuole essere un invito a conoscere Calvino. Nel nostro post successivo parleremo del cosiddetto ‘caso Serveto’, ovvero dell’uccisione a Ginevra dello spagnolo Michele Serveto, una morte in cui Calvino (almeno in qualche modo) ha giocato un ruolo.

Calvino nasce a Noyon in Francia nel 1509. Negli anni universitari si converte a Cristo. Sappiamo poco della sua conversione perché, a differenza per esempio di Lutero, Calvino era restio a parlare di sé. Sembra che Calvino sia scappato dalla Francia per motivi religiosi. Ma non dimenticherà il suo paese natale per l’evangelizzazione del quale si adopererà in un secondo momento (la sua opera più conosciuta inizia con una lettera aperta indirizzata al re di Francia).

Calvino viene invitato (ed anche ‘maledetto’ da Giuliemo Farel!) a partecipare alla riforma a Ginevra. E, dopo un primo momento di ministero in tale città, viene cacciato dalla stessa. Poi l’invito a tornarci gli arriva e da quel momento, fino alla sua morte nel 1564 (ma anche oltre), Ginevra diventa--in un modo o nell’altro--la città di Calvino.

Calvino è stato un grande: esegeta (= un attento interprete delle Scritture, in particolare, nelle lingue originali), predicatore, teologo e formatore di pastori. Sarebbe difficile quantificare quante persone Giovanni Calvino e la sua Ginevra abbiano influenzato per il Vangelo durante la vita del grande riformatore. Fino ai nostri giorni (a distanza di quasi un mezzo millennio), senza sosta diverse delle opere del Ginevrino vengono lette in più lingue.

Se mi chiedete, per quali motivi? Rispondo: diversi, di cui i seguenti tre: (1) Calvino aveva una formidabile preparazione tecnica. (2) Calvino aveva un profondo rispetto per la Bibbia. (3) Calvina mise al centro del suo ministero l’onore e la maestosità di Dio. Queste tre qualità hanno fatto sì che Calvino mettesse i suoi doni e la sua passione al servizio della comprensione, la spiegazione e l’implementazione del messaggio delle Sacre Scritture.

Calvino fu perfetto? No. Calvino fece degli sbagli teologici? Sì. Per esempio, a mio avviso, nel difendere il pedobattesimo prese un granchio. Calvino fece degli sbagli morali? Secondo me, sì; e nel post successivo parleremo di quello più grave.

Non posso sapere in questo momento se tu odi o se tu ami Calvino, o magari se non sei neppure schierato/a. Quale che sia la tua attuale collocazione, ti vorrei invitare a considerare la seguente possibilità: quella di cominciare a conoscere meglio per te Giovanni Calvino. Se lo fai, entrerai a fare parte di una minoranza tra gli evangelici, ovvero di un gruppo che davvero abbia qualche conoscenza vera su questo grande uomo di Dio, o su questo grande uomo nero (a seconda del proprio punto di vista). Non dico che più conosci Calvino più lo amerai o più lo odierai. Quello sarà la tua scelta individuale, personale e consapevole. Ma avrai preso quella decisione sulla base di conoscenze acquisite e non sulla base delle voci che girano.

A proposito, sono personalmente convinto che è più che possibile conoscere bene Calvino, senza doversi necessariamente schierare né a favore né contro. In altri termini, credo che sia possibile apprezzare certe cose di Calvino e non apprezzarne delle altre. Si tratta di un approccio che dovremmo applicare a qualsiasi cristiano influente, o a qualsiasi cristiana influente, che siano del passato o del presente.

Come iniziare?
Se hai Tony Lane, Un compendio del cristianesimo nei secoli (Voce della Bibbia, Formigine 1994), puoi iniziare con la voce dedicata a Calvino. Si trova una buona introduzione al nostro riformatore in Timothy George, Giovanni Calvino. Breve introduzione alla vita e al pensiero (Edizioni GBU, Chieti 2009). Per approfondire ancora di più è indicato invece Alister McGrath, Giovanni Calvino. Il riformatore e la sua influenza sulla cultura occidentale (Claudiana, Torino 2009, oppure un’edizione precedente).

Una conoscenza diretta
Va da sé che la via per conoscere più ‘direttamente’ un personaggio è quella di leggere le sue opere. Chi legge l’inglese (Calvino ovviamente pubblicava sia in latino che in francese) può leggere diverse opere di Calvino online a http://www.ccel.org/ccel/calvin?show=worksBy .

Da poco la Claudiana ha iniziato la collana Calvino. Opere scelte http://www.claudiana.it/php/mostracollana.php?collana=Calvino:%20Opere%20scelte; anche Alfa e Omega ha una simile collana, Calviniana scritti e studi http://www.alfaeomega.org/index.php?option=com_virtuemart&page=shop.browse&category_id=3&Itemid=2.

Probabilmente l’accesso più facile (e ‘indolore’, perché è breve) al pensiero di Calvino è di leggere il cosiddetto ‘catechismo di Ginevra’: (online) http://www.riforma.net/teologia/catechismoginevra1537.pdf; (cartaceo) Jean Calvin, Il catechismo di Calvino, trad. e note a cura di Valdo Vinay, Claudiana, Torino 1983.

L’opera celebre
L’Istituzione della religione cristiana è il ‘magnum opus’ di Calvino. Durante la vita di Calvino, a partire dall’edizione latina del 1536, l’Istituzione è uscita in più edizioni rivedute sia in francese che in latino. Il latino è disponibile online <http://www.ccel.org/ccel/calvin/institutio1.html>, come lo è una traduzione antica italiana (1557) http://www.giovannicalvino.com/Calvino_IstituzioneDellaReligioneCristiana1557.html; e una traduzione inglese http://www.ccel.org/ccel/calvin/institutes.html. Una traduzione moderna dell’ultima edizione francese è Istituzione della religione cristiana, in due volumi, a cura di Giorgio Tourn (UTET, Torino 1971).

A proposito, ti invito a ricordare di non ‘vantarti’ né di essere calvinista né di non esserlo. Impara quello che puoi dai vari esseri umani che parlano di Cristo. Ma fai come quelli di Berea (Atti 17:11) e vaglia tutto attraverso l’unico ‘Filtro’ perfetto, quello della Sacra Bibbia. E il tuo vanto e il mio, quale dovrebbe essere? Ce lo dice Paolo in 1 Corinzi 1:31 rifacendosi a Geremia 9:23-24. Ecco il versetto di Corinzi che ci dice dove indirizzare il nostro ‘vanto’: “com'è scritto: ‘Chi si vanta, si vanti nel Signore’”!

martedì 24 aprile 2012

Novità editoriali

Business per la gloria di Dio.
Wayne Grudem
Pagine 82 euro 11,90
ISBN 9788890547263
Prima edizione Aprile 2012

Il business può glorificare Dio?
Normalmente pensiamo che siano l’adorazione, la fede, l’evangelizzazione e altre attività “spirituali” a glorificare Dio, ma il business?
Il business sembra sinonimo di avidità e corruzione, niente che potrebbe imitare un Dio Santo.
Ma Wayne Grudem è convinto che dedicandoci al lavoro e al business glorifichiamo Dio perché emuliamo lo stesso lavoro creativo di Dio.
Questo libro, biblicamente fondato, è un’attenta guida all’imitazione di Dio nell’interazione con clienti, colleghi, impiegati e altre imprese.
Scopri come la tua attività e la tua vita nel business possano essere dedicate alla gloria di Dio.


Wayne Grudem laureato a Harvard, presso il Westminster Theological Seminary, e presso l’Università di Cambridge (Inghilterra), è stato presidente del Consiglio per la Mascolinità e la Femminilità Bibliche (www.cbmw.org), ed attualmente è ricercatore di Teologia Biblica presso il Seminario di Phoenix.
In Italiano è già stato pubblicato dalle Edizioni GBU il suo commentario per la collana Tyndale sulla Prima Epistola di Pietro.

sabato 21 aprile 2012

John Piper, Thomas Schreiner, William Mounce, Craig Blomberg ed altri a casa tua…gratis: cosa ti manca per studiare teologia?

A volte non ci rendiamo conto delle ricchezze che abbiamo a disposizione. Questo è il motivo per cui vi voglio presentare www.biblicaltraining.org. Si tratta del sito messo su da Bill Mounce, insegnante di greco, filologo e commentatore (1).

Tanti italiani e tante italiane vorrebbero studiare la teologia. In Italia c’è qualche possibilità, mentre all’estero le opportunità abbondano. Tuttavia, per studiare in un istituto di teologia, bisogna trasferirsi nella città tale, pagare gli studi nonché il vitto e l’alloggio. Sia chiaro che sono al cento per cento a favore di una tale soluzione. Ben venga che tanti ragazzi e tante ragazze italiani si trasferiscano presso istituti teologici in Italia e all’estero per formarsi. Ben venga sì!

Ma non tutti hanno questa possibilità, o non l’hanno almeno per ora. Cosa puoi fare tu, se ti trovi in quella situazione? Vuoi studiare teologia, ma per ora (o per sempre) non puoi spostarti o non puoi pagarti gli studi. Se sai solo l’italiano esistono qua e là dei corsi di corrispondenza, che mi immagino siano disuguali in qualità (magari alcuni sono ottimi, altri molto meno). Ma se sai l’inglese (il latino moderno), le possibilità si moltiplicano a dismisura. Il sito di Mounce è un buon esempio.

La rosa di insegnanti è impressionate (http://www.biblicaltraining.org/leadership/professors). Ecco soltanto un assaggio: Blomberg, Darrell Bock, Gerald Bray, Paul House, Bill Mounce e il padre Robert Mounce, Schreiner, Piper, Douglas Stuart, Frank Thielman, Bruce Ware, Ben Witherington (2). Su questo sito troverai tante lezioni tenute da questi professori. In genere, c’è una parte audio e poi si possono trovare (a seconda del corso) una scaletta del corso, degli appunti ‘cartacei’ che hanno magari con qualche immagine o tabella.

Come esempio la prima lezione di Craig Blomberg sulla passione e la risurrezione (http://www.biblicaltraining.org/passion-and-resurrection-%E2%80%93-part/introduction-new-testament-gospel-and-acts), oltre all’audio, ha l’outline (la scaletta), ma niente appunti.

Ecco qualche esempio dei corsi offerti, NT110 Biblical Hermeneutics Essentials (Mark Strass); BT201 Biblical Theology (Craig Blomberg); TH201 Christian Apologetics Essentials (Ron Nash); NT102 How to Study Your Bible (George Guthrie); PR100 Introduction to Preaching (Bryan Chapell); NT120 New Testament (Bill Mounce); OT100 Old Testament Survey Essentials (Douglas Stuart); OT190 Old Testament Theology Essentials (Paul House); TH230 Theology of the Reformers (Timothy George); WM240  World Religions (Timothy Tennent); CH502 Church History I (Gerald Bray); CH503 Church History II (Gerald Bray) WM646 Introduction to Buddhism (Timothy Tennent); WM645 Introduction to Hinduism (Timothy Tennent); WM647 Introduction to Islam (Timothy Tennent); NT511 Introduction to the New Testament: Gospel and Acts (Craig Blomberg);  Introduction to the New Testament: Romans to Revelation (Craig Blomberg); NT520 Life of Christ (Darrell Bock); CH643 Martin Luther (Gordon Isaac); NT502 New Testament Survey – Acts to Revelation (Robert Stein); TH520 Pastoral Theology (John Piper); PR600  Preaching (Bryan Chapell); TH503 Systematic Theology I (Bruce Ware); TH504 (Systematic Theology II Dr. Bruce Ware). Ripeto: si tratta di ‘qualche esempio’!

Il programma ha più indirizzi e può essere strutturato in un arco di tre anni (http://www.biblicaltraining.org/leadership/overview). C’è anche un corso di discepolato con tre livelli differenti: http://www.biblicaltraining.org/gettingstarted/discipleship

Vi invitano a registrarvi (anche se non bisogna pagare) per seguire i corsi e vi dicono anche perché (http://www.biblicaltraining.org/gettingstarted/whyregister). Invece, se uno vuole un attestato (certificate) per aver seguito i corsi, può pagare qualcosa per poterlo avere (http://www.biblicaltraining.org/certificates/userguide).

Spero nel futuro di sentire di qualche italiano/a che ha deciso di iscriversi a questo corso. Tra l’altro, se ho capito bene come funziona il sito, si può anche fare un corso ogni tanto, scegliendo quelli che interessano in quel momento. Dico ‘se ho capito bene come funziona il sito’ perché non l’ho mai usato personalmente, vi ho solo cliccato qua e là. Tuttavia, non riesco a trovare nessun ‘asterisco’ sul sito di Mounce. Gli insegnati sono ottimi, come sono anche i corsi offerti (pensate che io ho seguito un corso con almeno due di questi professori pagando fior di quattrini: voi invece lo farete gratis!).

Oggigiorno tanti blog e tanti libri parlano della leadership. Si tratta di un argomento importante ma, temo, spesso trattato un modo superficiale come una serie di ‘tecniche’ da imparare e implementare. Invece, The Biblical Training Institute si rende conto che la formazione di un leader non consiste nell’apprendimento di qualche tecnica (pur importante) qua e là, bensì di delle bistecche alla fiorentina di teologia (chiedo scusa agli amici e alle amiche della altre regioni d’Italia per l’esempio dalla cucina della mia città :) ).

Io ho già studiato teologia e ora la insegno da anni. Ma se io sapessi l’inglese, volessi studiare teologia, non avessi tanti soldi, né la possibilità di trasferirmi in una città nuova, io mi registrerei ‘ieri’ al programma meraviglioso generosamente messo online da Bill Mounce.

Infine, riporto in inglese (perché in effetti questo post consiglia un corso disponibile solo in inglese) la presentazione che l’Istituto fa di sé (http://www.biblicaltraining.org/gettingstarted/leadership):
“The classes in The BiblicalTraining Institute are seminary-level classes for people serious about their biblical training. Our classes come from the top evangelical scholars in the English-speaking world from many different schools, denominations, and traditions. The classes are not accredited, but for those who want to learn and do not need a formal degree, these classes can provide a solid foundation for what you believe and how you live.
The leadership track in our Discipleship classes are more for lay leaders, and these classes are geared more for those who are called to full-time leadership”.
Dio benedica Bill Mounce e gli altri insegnanti e voi che volete godere del loro insegnamento!

(1) William Mounce, Basics of biblical Greek Grammar. 3 ed. Zondervan, Grand Rapids 2009; Mounce’s Complete Expository Dictionary of Old and New Testament Words, Zondervan, Grand Rapids 2006; Pastoral Epistles, Word Biblical Commentary, Thomas Nelson, Nashville 2000.

(2) Elencare solo qualche esempio dei libri scritti da questi studiosi, porterebbe via tanto tempo. Basti dire che si tratta di studiosi importantissimi nel movimento evangelico nordamericano e non solo. Menziono solamente che il Douglas Stuart in questione è quello del libro (di Fee e Stuart), Come aprire le porte ad una lettura informata della Bibbia, Perugia, Patmos, 2008!

Pietro Ciavarella